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Shopping with an art historian: a lesson of styleShopping with an art historian: a lesson of style

Something has changed in the glossy fashion system. The ideal of physical perfection dominating the 80’s and part of the 90’s, embodied by the supermodels, has made way for a new esthetic parameter: style. One of the main witnesses and players of this revolution is The Sartorialist blog, which has gained a following with his authentic and expressive street shots. Berlinsixsenses has discussed the matter with Andreas Neufert (PHD in esthetics at Witten/Herdeke University) during a round of personal shopping in the Friedrichstraße.

Dr. Neufert, what is style? Is there any universally acknowledged definition of style ?

Many people have tried to define style (including my grandfather, the architect Ernst Neufert), but nobody has succeeded, if not a posteriori. One can refer to a certain style emerged at a given point in time, but style as such is an euristic concept: it can be seized only through an intuitive process that is subject to the circumstances and its results are to be demonstrated. I believe that style has a lot to do with a person’s aura, even though it would be diminishing, of course, to speak of the aura in such terms…

Which are the main esthetic developments in fashion during the past ten years?

I see a widespread need for authenticity and acceptance of the own’s body with all its imperfections. The answer is a demonstratively anti-esthetic fashion that highlights the defetcts instead of covering them. Otherwise how would you explain all those people wearing skinny jeans or baggy ones with their underwear showing?

What about your personal style? Who did inspire you?

My style can be defined in one word: “vintage”. A new jacket has the quality of the new, but who knows if it will stand the test of time? A jacket that is still beautiful and elegant after 50 years, in my opinion, possesses an added value. Not only it has resisted to usage, but it has affirmed itself over and over again. I cannot really say that my way of dressing was influenced by someone in particular, but I have always admired the style of the dandy art historian Julius Maier Graefe, a very elegant man with an exquisite taste.

Men and shopping don’t unusually go very well together. What about you?

I hate programmed shopping. I have neither the time nor the patience to visit shops looking for something to wear. I buy clothes the same way I buy an object or an art piece: it has to be a love at first sight. When I bump into something that I like, I buy it at once without any regrets.

Why would a man need a personal shopper?

It’s just perfect for those who have no time for shopping, for those who are insecure and need an objective opinion (wives and girlfriends are never objective enough!) and for those who wish to change their image.

Berlinsixsenses has suggested to add a contemporary streetwear twist to the perfect vintage look of Andreas Neufert. Our selection includes:

shirts by Whyred, Daniel Cremieux, Hackett, jeans by Scotch & Soda, trousers by Agnès b. homme, polo T-shirt by Tommi Hilfiger, jackets by Hugo Boss and Massimo Dutti.

Will they stand the test of time? We hope so.Qualcosa è cambiato nel patinato universo della moda. L’ideale di assoluta perfezione fisica che ha dominato gli anni ’80 e in parte anche gli anni ’90, incarnato dalle supermodels è stato soppiantato da un nuovo parametro estetico: lo stile. Uno dei principali testimoni e fautori di questa rivoluzione è il blog www.thesartorialist.com The sartorialist, che ha fatto scuola fuori e dentro la rete, con i suoi scatti autentici ed espressivi. Ne abbiamo parlato con lo storico dell’arte Andreas Neufert, titolare di dottorato in estetica conseguito all’università di Witten/Herdecke, durante un pomeriggio di shopping nella Friedrichstraße.

Dr. Neufert, lo stile che cos’è? Esiste una definizione universale di stile?

Sono in molti quelli che hanno tentato di definire lo stile (compreso mio nonno, l’architetto Ernst Neufert )) ma nessuno ci è riuscito, se non a posteriori. Si può fare riferimento a uno stile che si è affermato in un determinato momento storico, ma lo stile in quanto tale è un concetto euristico, che può essere compreso solo a livello intuitivo e circostanziale, con risultati ancora da dimostrare. Credo che lo stile abbia a che fare anche con l’aura della persona, sebbene naturalmente sarebbe riduttivo parlare di aura in questi termini…

Quali sono, secondo lei, le principali novità in fatto di estetica nella moda dell’ultimo decennio?

Un bisogno diffuso di autenticità e accettazione del corpo con le sue imperfezioni al quale corrisponde una moda volutamente antiestetica, che anziché coprire, mette a nudo i difetti. Come si potrebbero spiegare altrimenti i jeans skinny o i pantaloni calati sulle anche).

E cosa può dirci del suo stile personale? Quali sono i suoi modelli?

In una parola il mio stile si può definire “vintage”. Una giacca nuova, ad esempio ha la qualità di essere nuova, ma chi può dire se supererà la prova del tempo? Una giacca che è ancora bella ed elegante dopo cinquant’anni possiede a mio avviso un valore aggiunto perché si è conservata in buono stato e affermata dal punto di vista stilistico. Non ho mai avuto un vero e proprio modello di riferimento per il mio modo di vestire, ma ho sempre ammirato lo stile dello storico dell’arte dandy Julius Maier Graefe, un uomo elegantissimo e di gusti assai raffinati.

Spesso gli uomini hanno un rapporto difficile con lo shopping, com’é il suo?

Detesto lo shopping programmato. Non ho il tempo, né la pazienza per andare a visitare i negozi in cerca di scarpe, vestiti, ecc. Compro abbigliamento nello stesso modo in cui si compra un oggetto o un’opera d’arte. Dev’essere un “coup de coeur”: quando mi trovo davanti a qualcosa che mi piace l’acquisto all’istante, senza nessun ripensamento.

…Allora anche agli uomini potrebbe servire un personal shopper?

Senza dubbio! Soprattutto a quelli che non hanno tempo da perdere per lo shopping, a quelli che si sentono insicuri e hanno bisogno di un consiglio spassionato (le mogli e le fidanzate non sono mai del tutto obiettive!) e a quelli che desiderano un cambiamento d’immagine.

Berlinsixsenses ha voluto aggiungere un tocco streetwear e contemporaneo al perfetto stile vintage di Andreas Neufert. Ecco qui la nostra proposta: camicie di WhyredDaniel CremieuxHackett, jeans di Scotch & Soda, pantaloni di Agnès b. homme, polo T-shirt di Tommi Hilfiger, giacche di Hugo Boss and Massimo Dutti. Supereranno la prova del tempo? Noi ci auguriamo di sì.

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